Italia
Il governo vorrebbe trasformare i medici in delle spie: “denunciate i casi di g.p.a”
Davide Mazzotta 27/10/2024

A seguito dell’approvazione della legge che ha reso la gestazione per altri “reato universale”, il governo Meloni- per voce della ministra della famiglia e delle pari opportunità Eugenia Roccella- ha invocato il presunto dovere dei medici a presentare denuncia in Procura per segnalare “casi sospetti di gestazione per altri”: “un pubblico ufficiale, e anche il medico, quindi, è tenuto a segnalare i casi di sospetta violazione della legge sulla maternità surrogata alla Procura. E poi si vedrà” ha affermato la ministra Roccella.
L’assurdo secondo intervento della ministra Roccella
Che non si capisce come “un minore o un non minore” arrivi da un medico con un rene in più…
O che un medico chieda com’è successo…
Una #Roccella in stato confusionale equipara violenza sessuale, traffico di organi,botte,
a #maternitàsurrogata
O forse è il suo stato normale#GPA pic.twitter.com/7g2vLO6cYo— Alessandro Fenice®️©️ (@alexfenice) October 23, 2024
Una sorta di asservimento del personale sanitario alla controversa legge fortemente voluta dall’estrema-destra. Immediate sono state le repliche da parte di medici e pediatri. A nome dei primi ha parlato il presidente della Federazione degli ordini dei medici Filippo Anelli: “I pazienti vengano a farsi curare senza problemi da noi. Abbiamo il dovere di curare. Che il medico sia esonerato dall’obbligo di denuncia nei confronti del proprio paziente lo si desume anche dal capoverso dell’articolo 365 del Codice penale che esime il medico da tale obbligo quando il referto esporrebbe la persona assistita a procedimento penale. Quindi il medico non deve, è vero, ostacolare la giustizia, ma non deve, soprattutto, porre in essere atti che mettano a rischio la relazione di cura, limitando la tutela della salute dei cittadini. Il dovere di curare deriva al medico dalla Legge, in primis la Costituzione, e dal Codice deontologico; è confermato dalla Giurisprudenza e prevale su ogni altro obbligo, facoltà o diritto”
Sulla stessa linea Antonio D’avino, presidente della federazione dei pediatri: “I bambini vanno assistiti e visitati in qualsiasi condizione. A noi non interessa l’etnia, la provenienza e la religione, a noi interessa la salute del piccolo. Nell’ambito dei pazienti, i minori e i fragili sono quelli che hanno diritto a un canale preferenziale. Quando entra un bambino nel nostro studio noi non sappiamo se è nato con la maternità surrogata, facciamo una anamnesi per sapere come è andata la gravidanza ma questo non vuole dire che dobbiamo approfondire la ‘provenienza’ del piccolo”
Non resta che aspettare e capire quale sarà la prossima idea del governo per rendere la vita un inferno a migliaia di persone.
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